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La rubrica dell'esperto



Trapianti: situazione attuale e prospettive


“Il trapianto è vita” non è uno slogan, ma è quanto testimoniano le persone trapiantate con la loro presenza attiva nella famiglia, nel luogo di lavoro, nella società.

Ogni trapiantato potrebbe raccontare la sua storia, fatta di sofferenze, di speranze, di delusioni, di gioia per la vita ritrovata, ma anche di riconoscenza nei confronti del donatore e della sua famiglia, che con grande generosità gli hanno offerto la possibilità di continuare a vivere o di avere una vita migliore.

Domenica 15 maggio 2005 a Torino, in piazza Castello inondata di sole e gremita di folla, le persone trapiantate o in attesa di trapianto hanno potuto diffondere il loro messaggio di ringraziamento o di speranza, nelle brevi pause fra i brani musicali, durante le manifestazioni per la Giornata Nazionale della donazione e del trapianto di organi e tessuti, organizzate da 10 Associazioni di volontariato e dei pazienti: ACTI, ADISCO, ADMO, AIDC, AIDO, AITF, ANED, AVIS, FIDAS, GAU, con il patrocinio e la collaborazione di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, ANCI Piemonte, Federsanità Piemonte.

La Giornata Nazionale è stata anche l’occasione per fornire ai presenti informazioni corrette sull’argomento e per una riflessione sull’attuale situazione del settore, caratterizzata dagli ottimi risultati delle attività di prelievo e di trapianto, dal progressivo aumento delle donazioni di sangue e midollo osseo in vita e del consenso al prelievo degli organi e tessuti post mortem, ma non ancora in misura sufficiente a soddisfare il fabbisogno.

Grazie al progresso scientifico, alla più puntuale applicazione della legge sull’accertamento e la certificazione di morte, al miglioramento dell’organizzazione dei prelievi e dei trapianti prevista dalla legge 91/1999, all’incremento delle iniziative di informazione e di sensibilizzazione da parte degli operatori e dei volontari, negli ultimi 10 anni in Italia sono stati fatti molti passi avanti; da fanalino di coda in Europa nel 1994 al secondo posto nel 2004, dopo la Spagna, per numero di prelievi utilizzati per milione di abitanti: 19,7.

La situazione non è uniforme tra le regioni, ma il Piemonte si assesta ai primi posti con 28,4 prelievi, dopo le Marche (32,6), la Provincia Autonoma di Bolzano (32,4), la Toscana (31,2), il Friuli Venezia Giulia (28,7), l’Emilia Romagna (28,6).

A fronte dei dati positivi circa l’aumento dei prelievi e l’eccellente qualità dei trapianti, si deve prendere atto di alcuni elementi di criticità:

a) Circa 9.000 pazienti in lista di attesa per un trapianto di organi in Italia al 31.12.2004 (714 in Piemonte)

b) Una percentuale di opposizioni al prelievo a scopo di trapianto nell’anno 2004 del 29,4% in Italia (33,8% in Piemonte, purtroppo in aumento rispetto al 25,1% del 2003)

c) Le difficoltà operative di alcuni Centri a causa della carenza di organici, soprattutto infermieristici

Per migliorare ulteriormente la situazione, nella speranza di raggiungere l’obiettivo di assicurare in tempo utile un trapianto a tutti coloro che ne hanno bisogno, si possono avanzare le seguenti proposte:

1. Sviluppo degli interventi in senso preventivo per la tutela della salute dei cittadini, mediante il coinvolgimento dei medici di famiglia e una maggiore diffusione degli ambulatori specialistici pubblici

2. Potenziamento della rete di ambulatori pubblici territoriali di dialisi, onde garantire agli uremici cronici le migliori possibilità di trattamento in relazione alla loro situazione clinica e psico-attitudinale per consentirgli di arrivare al trapianto nelle migliori condizioni

3. Intensificazione dei programmi di aggiornamento degli operatori dei servizi di rianimazione, per migliorare la comunicazione con i parenti dei possibili donatori e ridurre la percentuale di opposizioni

4. Valutazione dei Centri di trapianto in base ai criteri di sicurezza e di economicità indicati dal Centro Nazionale Trapianti e orientamento delle risorse ai Centri di eccellenza

5. Attivazione di campagne di informazione uniformi su tutto il territorio nazionale, con l’adozione di un unico logo mantenuto inalterato nel tempo e con il coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni di volontariato e dei pazienti

6. Partecipazione attiva e propositiva delle associazioni di volontariato e dei pazienti alla programmazione nazionale e regionale e alla verifica delle attività di prelievo e trapianto, ai sensi dell’art. 14 del decreto legislativo 502/1992 e dell’art. 12 del decreto legislativo 229/1999.


ANNA MIRONE


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